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Fotovoltaico: Le 3 Migliori Nuove Tecnologie

La Tecnologia Fotovoltaica sta incontrando un rapido sviluppo grazie all'impulso che ha avuto il mercato degli impianti fotovoltaici a livello mondiale. Sulla spinta del mercato fotovoltaico mondiale che chiede soluzioni sempre più efficienti e architettonicamente integrate le Università di tutto il mondo compresi centri di ricerca e industria hanno iniziato a sfornare tecnologie innovative e sempre più compatibili con le esigenze di minimo impatto ambientale.

In questo post le migliori 3 nuove tecnologie fotovoltaiche che i centri di ricerca e di fisica applicata stanno approntando.

LE CELLE FOTOVOLTAICHE SPALMABILI

Sistemi fotovoltaici che si potranno semplicemente ‘spalmare’ sotto forma di sottilissime pellicole trasparenti su tutte le superfici lisce e piatte grazie alla nuova tipologia di celle fv a film sottile basata sulla tecnologia dei nanocristalli sviluppata dalla norvegese EnSol.

Le potenzialità d’uso del fv grazie a questo rivoluzionario metodo di applicazione (secondo EnSol, data la trasparenza della pellicola, le celle fv potranno essere applicate a tutte le superficie vetrate, come le finestre, ma anche alle ali degli aerei) aumentano in maniera esponenziale. Si potrà così produrre energia su scala industriale, con bassissimi impatti ambientali e costi di produzione competitivi sfruttando un'ampia gamma di superfici messe a disposizione dal contesto urbano. (Fonte: Zeroemission.tv)

IL PANNELLO FOTOVOLTAICO CHE SI PULISCE DA SOLO

Uno dei problemi più annosi per le società di distribuzione di grandi impianti ad energia solare è rappresentato dalla pulizia, con la necessità costante di ripulire superfici piuttosto estese dal deposito di polvere e sporcizia che comprometterebbe il corretto funzionamento del sistema.
Una soluzione valida potrebbe essere rappresentata dai nuovi pannelli solari che si auto-spolverano, basati su una tecnologia innovativa messa a punto per le missioni spaziali su Marte, pianeta secco e polveroso.

A presentarla in questi giorni a Boston, nel corso del 240° Congresso Nazionale della American Chemical Society, l’équipe di ricerca della University of Boston, coordinata da Malay K. Mazumder, che ha lavorato al sistema in collaborazione con la Nasa.
Ma allora come funziona? In pratica il pannello solare si pulisce da solo grazie a del materiale elettricamente sensibile posizionato sulla copertura in vetro o plastica trasparente che lo ricopre. I sensori monitorano i livelli di polvere sulla superficie del pannello e quando la concentrazione di sporco raggiunge un livello critico inviano una carica elettrica che catapulta la sporcizia fuori dal pannello. In due minuti il processo rimuove circa il 90 per cento della polvere depositatasi sul pannello solare spostandolo sui margini e richiedendo, per funzionare, solo una piccola quantità di energia elettrica prodotta dal pannello stesso, una cifra irrisoria rispetto alla perdita di efficienza di resa energetica dovuta all’accumulo di polvere. (Fonte: American Chemical Society (2010, August 23))

IL FOTOVOLTAICO CHE SI SROTOLA

Da oggi esiste il fotovoltaico che si srotola, basta con i pannelli rigidi, piatti quasi senz’anima; la Global Solar Energy che si occupa di impianti solari e film sottili ha creato il primo pannello fotovoltaico flessibile, che si può staccare ed attaccare senza intervenire sulle superfici dove lo si vuole applicare, come se fosse un vero e proprio adesivo. La notizia di questo nuovo pannello solare non rigido ma bensì flessibile con i vantaggi che una soluzione simile permette di ottenere, come ad esempio lo spazio ridotto che occupa. Le strisce sono lunghe circa 6 metri e larghe circa 45 cm ma hanno il vantaggio di non avere nessuna griglia di supporto, a tutto vantaggio dello spazio a disposizione.
La loro installazione invece costa quanto quella dei più tradizionali pannelli fotovoltaici in silicio policristallino. Soddisfatto il presidente della Global Solar Energy secondo cui “una maggior superficie implica un maggior rendimento dell’impianto” e garantisce che questo tipo di pannello solare lavoro in maniera ottimane anche nel caso in cui la radiazione non lo colpisca direttamente. Attualmente questo nuova generazione di impianti solari sta aspettando di ottenere la certificazione di conformità, dopo di chè si partirà con la produzione sperando che soluzioni simili molto presto vengano importate in Italia, ne avremmo un gran bisogno.

Fulcro di questa nuovo tecnologia è la cosidetta CIGS che altro non è che le iniziali dei materiali che sono stati impiegati per la sua costruzione: Copper (rame), Indio, Gallio e Selenio; una bella novità tecnologica che porta una ventata di “freschezza” sia nel campo dell’innovazione ma soprattutto nel campo dell’energia solare, settore e fenomeno che pian piano sta prendendo sempre più piede dalle nostre parti. (Fonte Greenme.it)

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