Industrie e Fabbriche alimentate da Energie Rinnovabili

Le industrie e Le fabbriche possono essere alimentate dalle Energie Rinnovabili? Come si sa Fabbriche ed Industrie necessitato di un fabbisogno energetico costante ed elevato. Ma ormai non ci sono dubbi sulla necessità di superare l’utilizzo delle fonti fossili per la produzione energetica.

Fino a qualche tempo fa alla necessità di rendere autosufficienti le fabbriche solo con le energie rinnovabili c'era poca possibilità di centrare l'obiettivo.

Ma su Qualenergia.it si apprende che le cose stanno cambiando davvero, anche per l’industria. Scrive Roberto Salustri che «è proprio in questo settore che le applicazioni delle rinnovabili sono più convenienti e in rapido sviluppo. Pochi anni fa il Task 33 della International Energy Agency (Solar Heating and Cooling Programme) esplorava l’utilizzo dell’energia solare per la produzione di calore nei processi e utilizzi industriali trovando decine di casi di utilizzo. Questo lavoro continua con il Task 49 (Solar Heat Integration in Industrial Processes) con l’obiettivo dell’integrazione del calore prodotto da impianti termici solari nei processi industriali».


Va bene, si dirà, ma ci sono applicazioni concrete o è solo teoria e ricerca? «Uno dei primi esempi documentati e interessanti – spiega sempre Salustri – per l’utilizzo integrato di varie rinnovabili per l’alimentazione di un complesso industriale è stata la fabbrica di collettori solari tedesca Solvis. Sorge in una zona industriale al nord di Braunschweig a breve distanza dal canale fluviale che collega i fiumi Reno, Weser ed Elba. L’edificio è entrato in esercizio nell’estate del 2002. Un elemento immediatamente visibile dell’architettura è la tensostruttura metallica del tetto che copre il capannone e che ospita i grandi impianti solari, collettori e moduli fotovoltaici (…).

 «L’impianto solare termico – prosegue – installato sui corpi orientali consiste in 180 mq di collettori di grandi dimensioni; altri 45 mq sono stati integrati nella facciata Sud-Ovest. L’impianto fotovoltaico comprende un campo solare di 44 kWp. Oltre che dagli impianti solari, l’energia è fornita da una centrale di cogenerazione che produce il calore necessario e ha una potenza elettrica di 100 kW. La centrale è alimentata con olio di colza. L’integrazione di queste varie tecnologie e un sistema a energia intelligente, che controlla e analizza continuamente il sistema industriale, rende di fatto questa fabbrica a zero emissioni».

 Non solo, perché nel mondo ci sono esempi ancor più significativi: Cile (39.300 mq, 27,5 MW, settore minerario), Cina (13.000 mq, 9,1 MW, settore tessile, tintura); Stati Uniti (7.800 mq, lavorazione del pollame); Cina (5,2 MW, stampa e tintura dei tessuti); Stati Uniti (3,5 MW, frittura patatine); Stati Uniti (3 MW, produzione bibite Gatorade).

 E quello in Cile, completato nel 2013, ha numeri assai significativi: la miniera aveva un consumo di 8.000 metri cubi di petrolio all’anno per produrre 120.000 tonnellate di rame. Il calore solare sarà utilizzato per mantenere a 50 °C l’elettrolita per il processo di estrazione del rame. La copertura del fabbisogno è del 85-100% dell’energia termica.

E in Italia? No in Italia ancora siamo al palo, ma pare non per molto.

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